Morte di un Eroe

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La foto che ha attirato la mia attenzione mostra una ragazza con i tacchi, minigonna cortissima e mantello da Batman. Insieme a lei ci sono altri ragazzi con costumi da Superman, Capitan America e altri super eroi. Fin qui niente di strano, poi noto che sono di fronte ad una chiesa ed inizio ad essere curioso.

Nelle ultime settimane dedico a fine giornata, qualche minuto alla versione on line del Daily News di Los Angeles; sto facendo ricerche per il mio prossimo libro e vi assicuro che le news da L.A. spesso sono così assurde, che la penna del miglior scrittore non saprebbe fare di meglio!

La breaking news di oggi è l’ennesima disgrazia legata alle armi; un nonno è stato arrestato per aver lasciato incustodita la sua pistola (carica) in giro per casa. Il suo nipotino di 4 anni l’ha presa e con un singolo colpo ha ucciso la cuginetta di 2 anni. Tragedia evitabile che purtroppo si è realizzata e non sarà neppure l’ultima.

Ma torniamo ai super eroi davanti alla chiesa, speravo in qualcosa di più leggero e invece scopro che si tratta di un funerale: “Morte di un eroe” recita il titolo del Daily News. Sempre più curioso clicco sul titolo e vado a leggere. Pensavo fosse morto un vecchio attore o un super fan degli eroi Marvel o DC Comics, ma non era così, l’eroe si chiamava Anthony Avalos di anni 10 e la sua storia mi gira nella testa dal giorno che l’ho letta.

Lancaster, Los Angeles. Lontanissima dalle luci sfavillanti di Hollywood o dalla spiaggia di Santa Monica. Si tratta di una grande comunità di oltre centomila persone nell’estremo nord della galassia Los Angeles, vicino al deserto del Mojave.

Anthony Avalos era un ragazzino sorridente, come mostrano le foto del Daily News, e sembra fosse un bimbo sempre di buon umore, nonostante vivesse in una zona tutt’altro che ricca e anche molto pericolosa. Viveva con la madre, una ventottenne con altri otto figli e un compagno di 32 anni, che non è il padre di Anthony.

Il ragazzino nonostante i soli dieci anni di età, aveva le idee molto chiare, infatti con l’innocenza propria della sua età, aveva confessato in casa di aver capito che oltre le ragazze gli piacevano pure i ragazzi. Un coming out precoce e coraggioso, dalle conseguenze impensabili.

Il giorno del funerale un centinaio di persone seguono la messa alla San Junipero Serra Parish Church di Lancaster, e tra loro è arrivato dal Messico (dove vive) il padre di Anthony, Victor Avalos. Nonostante l’era Trump non sia benevola con i messicani, ha ottenuto un visto umanitario per partecipare alla sepoltura del figlio. Victor ha puntato il dito contro i servizi sociali, dato che in passato si erano già registrati episodi di violenza domestica.

Cosa è successo al giovane ed innocente Anthony?

Le indagini sono state molto veloci e dall’esito inequivocabile.

Il bambino fu portato in ospedale dopo una presunta caduta dalle scale, come la madre (anche se mi riesce difficile definirla così) dichiarò alla polizia.

Il giorno successivo il bambino è morto. La causa un trauma cranico con conseguente emorragia cerebrale, compatibile con una caduta. Tutto il resto però non era compatibile. Le bruciature di sigaretta, le ustioni dentro la bocca provocate con salsa bollente, i lividi provocati dalle cinghiate.

Confesso che chiusi l’articolo, schifato dalla cattiveria umana.

Il giorno dopo ripresi la lettura e andai a cercare altre informazioni.

Le torture si sono protratte per cinque giorni, nei quali il bambino doveva stare in ginocchio sul riso o al massimo in piedi, senza poter riposare. In questo calvario toccava a turno ai fratelli tenerlo d’occhio in questa assurda punizione, degenerata in una escalation di violenza senza senso.

Botte, frustrate, privazione del cibo e del sonno, torture da medioevo con sigarette e liquidi bollenti.

Non riesco ad immaginare cosa possa aver pensato Anthony, quando sua madre ed i suoi fratelli si sono trasformati da famiglia a carnefici!

Tutto questo per aver detto che gli piacevano anche i ragazzi.

Continuo a non riuscire a capire. Le parole di un bambino di dieci anni, perché solo di parole si tratta, possono scatenare anche una reazione sbagliata in un genitore. Se sei un troglodita ti può scappare un ceffone, se sei di idee ristrette lo puoi mettere in punizione e sperare che ci ripensi. Se sei una persona normale puoi restarci sorpreso, poi ci pensi e gli dici “ok, fai quello che ti senti di fare per essere felice”. Magari dopo un mese si sarebbe fidanzato con la più carina della classe. Era un bambino di dieci anni e diceva cose da bambino.

Invece il medioevo è entrato in quella casa di Lancaster, California. La terra dei sogni.

Con il passare dei giorni il quadro si è fatto sempre più chiaro e tutti i dettagli sono venuti a galla. Con otto figli, compresi in un range di età da uno a dodici anni, è difficile tenere un segreto ed il corpo martoriato di Anthony era lì ad urlare la sua verità.

Ad agosto ci sarà il processo, i due, che non so davvero come definire, chiamarli animali sarebbe un offesa per la bestia più feroce, sono accusati di omicidio e tortura e rischiano (e spero se li prendano tutti) 22 anni lei e 32 anni lui. I figli sono stati prelevati e saranno dati in affidamento, e immagino che i ricordi di quei cinque giorni li segneranno per tutta la vita.

Only in America, si dice di solito di fronte a eventi eccentrici a stelle e strisce. Così una foto con una sexy Batman mi ha portato a conoscere la triste storia del piccolo Anthony, un giovane eroe che ha pagato con la vita il suo spontaneo coraggio di dire quello che provava.

Stavolta non sono state le armi a portare via una vita, ma la stessa mano che fino al giorno prima lo nutriva e cresceva.

E il sogno americano continua, pensano a costruire muri e a tenere lontano l’isis e non vogliono rendersi conto che i loro ragazzi muoiono nelle loro case e nelle scuole, ed è sempre “fuoco amico”.

Forse è il momento di svegliarsi dal sogno.

Buon viaggio Anthony, spero tu stia giocando con gli angeli, questo mondo non ti meritava.

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